A FISCO & FUTURO COMMERCIALISTI IMPEGNATI A GOVERNARE IL CAMBIAMENTO

MIANI: «L’80% DELLE IMPRESE CONTINUA A PASSARE DAI NOSTRI STUDI. IL CLIENTE HA ANCORA FIDUCIA IN NOI»

Quello che ieri è andato in scena al Teatro Carignano di Torino, per la seconda edizione di Fisco & Futuro, organizzato da Eutekne, è stato un modo per iniziare a “governare il cambiamento”, prendendo in prestito l’espressione utilizzata dal moderatore dell’evento, il giornalista RAI TG1 Francesco Giorgino.

Robot, intelligenza artificiale, automatizzazione modificheranno ancora sia il mondo delle professioni, sostituendone alcune e creandone di nuove, sia quello della fiscalità, specie in un Paese le cui le entrate derivano in gran parte dalla tassazione del lavoro. Tra un atteggiamento di estremo pessimismo o di totale ottimismo, c’è, appunto, una terza possibilità: quella di impegnarsi a governare il cambiamento.

Il tema è stato affrontato da più punti di vista. Dopo il keynote speech affidato al matematico Piergiorgio Odifreddi, che ha ripercorso le tappe e i relativi timori che hanno sempre accompagnato la tecnologia, la prima tavola rotonda ha avuto come filo conduttore i rischi e le opportunità del piano Industria 4.0.

Francesco Profumo, Presidente della Compagnia di San Paolo, ha sottolineato che ormai possiamo considerare i nostri tempi come quelli della quarta rivoluzione industriale, mentre la scuola è ancora costruita secondo le esigenze delle precedenti. È invece necessario ridisegnare un sistema educativo che si concentri non solo su nozioni, che rischiano di evolvere rapidamente e di non essere più utili a breve termine, ma che insegni proprio la tecnica dell’imparare.

Domenico De Masi, professore dell’Università La Sapienza di Roma, ha invece messo in luce come la tecnologia abbia sempre risposto all’esigenza dell’uomo di lavorare di meno. Riportando le statistiche, ha illustrato come le ore di lavoro complessivo siano progressivamente diminuite, la disoccupazione sia aumentata, ma sia aumentata anche la produzione. Il problema, dunque, è serio ed è ora più che mai politico.

Per Francesca Mariotti, direttrice delle politiche fiscali di Confindustria, cambierà il paradigma di produzione e quindi il paradigma sociale. Sono ormai molte le tecnologie che possono sostituire l’uomo, ma per ora vince l’integrazione. Si pone comunque un problema fiscale, perché con la diminuzione del lavoro, il più tassato, sarà necessario reperire risorse. Sul punto ha dichiarato che “la tassazione delle società al 24% non deve essere più un dogma”.

Hanno chiuso questo primo appuntamento l’ex Viceministro dell’Economia, Massimo Garavaglia, e quello attuale, Antonio Misiani, a uno delle suoi primi interventi pubblici. Garavaglia ha valorizzato la necessità di implementare conoscenze e prassi di cyber security, anche in riferimento alle piccole aziende e agli studi professionali. Un’altra strada da percorrere è quella di calibrare meglio gli incentivi per l’innovazione in modo che arrivino a chi ne ha davvero bisogno e trovare un equilibrio tra le esigenze di bilancio e quelle del welfare.

Misiani invece ha sottolineato che è necessario colmare un gap: il piano Industria 4.0 è arrivato alla fine del 2016, ma in Germania era già partito nel 2011. L’Italia ormai investe 7 miliardi in meno rispetto al periodo pre-crisi, e questo la rende meno attrezzata ad affrontare le grandi transizioni, quella demografica, quella tecnologica, quella ecologica. Nonostante tutto, Misiani ritiene che il Paese abbia tutte le potenzialità per ripartire.

La seconda tavola rotonda della serata di ieri, invece, era maggiormente incentrata sulla robot tax. Con Alessandro Cotto, Presidente di Eutekne, che ha illustrato le ipotesi in campo collocandole anche in un contesto europeo, hanno dialogato, tra gli altri, Raffaello Lupi, professore dell’Università di Roma Tor Vergata. Lupi ha smorzato alcuni dei timori sui robot: “Il computer apprende nel modo in cui noi gli insegnamo”. Quanto alla tassazione, la sua ipotesi è quella di una difesa da aggressioni che potrebbero azzerare il sistema industriale, ma ragionando sul lungo periodo propone invece una neutralità fiscale, limitando le agevolazioni per l’innovazione per poi arrivare ad una parziale indeducibilitá dei costi.

Per Enrico Zanetti, già Viceministro dell’Economia, prima di pensare a una robot tax sarebbe il caso di eliminare la “human tax”. Due terzi della tassazione grava infatti sul lavoro, sia dipendente che autonomo. Di fronte allo scenario che si sta profilando, è necessario separare assistenza e previdenza, evitando di far gravare la prima sul lavoro.

L’ultimo interlocutore della serata è stato il Presidente CNDCEC Massimo Miani: “La nostra professione negli anni è cambiata, siamo stati colpiti dalla rivoluzione tecnologica e dalle complicazioni che ha creato. Non possiamo più dedicare tutte queste ore all’inefficienza del sistema fiscale, perché dobbiamo far crescere quelle dedicate alla consulenza”. Miani insiste su specializzazione e formazione. “Dobbiamo crescere se vogliamo rispondere alle esigenze del mercato delle imprese. Tuttavia, ricordo che per gli studi dei commercialisti passano ancora l’80% delle imprese. Siamo in crisi di prodotto ma abbiamo la forza di avere il cliente, che ha ancora grande fiducia in noi”.

Fonte: Eutekne.info

Autore: Barbara SESSINI

Link: //www.eutekne.info/Sezioni/Art_753268_a_fisco_futuro_commercialisti_impegnati_a_governare_il_cambiamento.aspx