Firma digitale di chi predispone la fattura elettronica

Non appone la propria firma l’intermediario che non prepara la e-fattura ma si limita a trasmetterla al SdI

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta a interpello n. 348/2019 di ieri, ha fornito interessanti indicazioni in merito al soggetto tenuto ad apporre la firma digitale sulle fatture elettroniche, premesso che l’apposizione della firma digitale non è obbligatoria per le e-fatture trasmesse via Sistema di Interscambio a “privati”. Il tema interessa, pertanto, principalmente le fatture elettroniche B2B e B2C trasmesse, mediante SdI, apponendo la firma digitale su base volontaria o quelle emesse nei confronti della Pubblica Amministrazione (per le quali, invece, la firma digitale è obbligatoria).

Al riguardo, è affrontato il caso delle fatture emesse dal cliente in nome e per conto del cedente o prestatore (facoltà riconosciuta espressamente dall’art. 21 comma 1 del DPR 633/72) e il più generale caso della fattura inviata al SdI dall’intermediario per conto del cliente.

La norma di riferimento della disciplina risiede nell’art. 21 comma 3 del DPR 633/72, in virtù del quale il soggetto passivo IVA è tenuto ad assicurare “l’autenticità dell’origine, l’integrità del contenuto e la leggibilità della fattura dal momento della sua emissione fino al termine del suo periodo di conservazione”.

La disposizione specifica che l’autenticità dell’origine e l’integrità del contenuto possono essere garantite, tra l’altro, mediante l’apposizione della firma elettronicaqualificata o digitale dell’emittente (oltre ad altre possibilità, quali sistemi di controllo di gestione che assicurino il collegamento tra la fattura e l’operazione effettuata oppure avvalendosi di sistemi EDI di trasmissione elettronica dei dati o ulteriori tecnologie che garantiscano l’autenticità dell’origine e l’integrità dei dati).

Pertanto, come ricordato anche nella risposta ad interpello, la “firma elettronica qualificata o digitale” è solo una delle modalità mediante cui assicurare l’autenticità dell’origine, l’integrità del contenuto e la leggibilità della fattura dal momento dell’emissione e per tutto il periodo di conservazione.

Al fine di individuare il soggetto tenuto alla firma elettronica, l’Agenzia aveva già reso noto (circolare 24 giugno 2014 n. 18, § 1.3.2) che “occorre tener conto degli accordi intervenuti tra il cedente/prestatore” ed il cliente/terzo, a seconda che questi prevedano l’invio del documento finale già redatto, oppure il semplice flusso di dati da aggregare per la compilazione del documento finale, ovvero la sua messa a disposizione”.
Secondo l’interpretazione delle Entrate:
– nella prima ipotesi (invio da parte del cliente della e-fattura già redatta dal proprio fornitore), l’emittente è da individuarsi nel cedente o prestatore, il quale deve pertanto apporre la propria firma elettronica;
– nella seconda ipotesi (il cliente aggrega i dati e genera/trasmette il documento elettronico), l’emittente è il cliente, il quale dovrà apporre la propria firma elettronica.

Ad un esito analogo deve pervenirsi nel caso in cui la fattura elettronica sia emessa da un terzo intermediario, in conformità con le indicazioni della circolare n. 18/2014, poc’anzi descritte rispetto al caso delle e-fatture emesse dal cliente in nome e per conto del cedente o prestatore.

È, infatti, possibile che il soggetto passivo intenda avvalersi di un intermediario per l’emissione delle fatture elettroniche, ai sensi dell’art. 1 comma 3 del DLgs. 127/2015. Quest’ultima norma ammette che gli “operatori economici possono avvalersi (…) di intermediari per la trasmissione delle fatture elettroniche al Sistema di interscambio”, subordinando l’utilizzo ad un “accordo tra le parti” e facendo salve “le responsabilità del soggetto che effettua la cessione del bene o la prestazione del servizio”.

Come indicato nella risposta ad interpello n. 348/2019 di ieri, in linea con quanto già descritto per le fatture emesse dal cliente, se viene demandata ad un terzo intermediario l’emissione delle e-fatture, fermo restando il preventivo accordo allo specifico servizio, ai fini della firma digitale occorre distinguere tra le seguenti due ipotesi:
– se l’intermediario si limita a trasmettere al SdI una fattura predisposta dal soggetto passivo, la firma sulla e-fattura è apposta da quest’ultimo soggetto in quanto emittentedel documento;
– se, invece, previo accordo con il cedente o prestatore, è l’intermediario ad aggregare i dati della fattura e a trasmettere il documento elettronico al SdI, sarà proprio l’intermediario colui che è tenuto ad apporre la propria firma digitale.

Da riportare l’annotazione dell’emissione per conto del cedente

A livello di contenuto, in entrambe le circostanze in esame (fattura emessa dal cliente e fattura emessa da un intermediario), il documento elettronico dovrà riportare l’annotazione che l’emissione è avvenuta per conto del cedente o prestatore da parte del cessionario o committente ovvero da parte di un terzo intermediario (art. 21 comma 2 lett. n) del DPR 633/72).

Fonte: Eutekne.info

Autore: Emanuele GRECO

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